Visualizzazioni totali

lunedì 14 marzo 2011

Il racconto "Il Totem dei Sentimenti Piacevoli" nella comunità

Foto della Presentazione del racconto a Benevento, 11 marzo 2011 "sala Convegni del MUSA"




Clicca sulla foto per aprire il video del servizio giornalistico del "Quaderno".Un altro servizio giornalistico è stato di NTR24 il cui indirizzo è il seguente: http://www.ntr24.tv/it/video/4459



RECENSIONI E COMMENTI:

A conclusione del Laboratorio di Lettura nel Centro di Riabilitazione Psichiatrica di Sepino gli utenti hanno effettuato le seguenti dichiarazioni (si omettono i cognomi per la privacy anche se gli ospiti sono orgogliosi dei loro commenti):

1) Walter "La favola mi ha fatto riflettere sull'importanza delle emozioni che è possibile paragonare ognuna ad un colore. Il Totem contiene e fa risplendere tanti colori come io mi posso impegnare ad esprimere le mie emozioni. Le persone che come me soffrono di un disagio psichico, tendono a vedere solo uno o comunque pochissimi colori, ma aumentare il numero di colori fa stare meglio. Se non comunico le mie emozioni, allora divento grigio. Meglio sentire ed esprimere i sentimenti che fanno sentire vivo. In testimonianza di questo messaggio, ho acquistato al mercato un maglione coloratissimo che rappresenta il mio totem".

2) Mario "Trovo molto giusto e piacevole sapere che esista nella città un monumento ai sentimenti"

3) Pasquale "... Ho letto solo 2 libri nella mia vita. Il primo è stato il Libro Cuore e mi ha fatto spaventare. Il secondo è stato il Totem dei Sentimenti Piacevoli e mi ha fatto sognare"

4) Tonino "La favola fa un riferimento eloquente alla ergoterapia, al laboratorio aperto che ha realizzato il Totem"

5) Antonietta "Dopo aver aggiustato il Totem e quindi i colori, tutto funziona meglio, anche noi dobbiamo aggiustare il nsotro cuore perchè ci da felicità"

6) Maria Cecilia "Questa favola mi ha lasciato l'idea che l'indifferenza fa diventare grigie le persone, mentre avere degli obiettivi per cui lottare, delle idee da diffondere per il bene di tutti, rende felici. Tutto ciò gli adulti sembrano perderlo, ma fortunatamente i bambini lo conservano e offrono l'occasione agli adulti per capire che crescere non sempre significa evolversi, ma può significare anche regredire se perdiamo di vista i sentimenti, le emozioni e la forza di esprimerli e di difenderli perchè sono proprio questi a far vivere bene"

7) Fausto "Il Totem mi ha fatto pensare alle tribù indiane che utilizzavano come simbolo di accoglienza verso gli altri e che lo mettevano al centro dei propri villaggi affinchè tutti li potessero vedere. Nella nostra città oggi c'è un totem colorato e luccicante che accoglie tutti quelli che arrivano. Provo piacere a sapere che appartengo ad una comunità che il prossimo in questo modo"


LE CONSIDERAZIONI DI UNA PROFESSORESSA DI CAMPOBASSO:

"Ho apprezzato la tua delicata favola apprezzandone le metafore circa il senso della vita con la sua infinita gamma di emozioni, di sentimenti, di sottili legami che si intrecciano intorno ad un'umanità comunque sofferente e bisognosa per questo di conforto. Il simbolo del Totem, che tante volte ho osservato con un freddo sguardo razionale senza cercarne per superficialità mia il messaggio, dopo aver letto il libro mi appare in tutta la sua valenza e in tutto il suo significato. E' veramente un messaggio forte che tu hai saputo tradurre in parole e che tocca nel profondo. Grazie per questo regalo che hai fatto inducendomi a riflettere su tante cose che la quotidianeità spesso ci impedisce di cogliere....."


ALCUNE RECENSIONI:








IL RACCONTO (Guida Editore)



Il Tema di fondo è l'Indifferenza, che tramite un Virus si trasmette nella comunità e colora di grigio ogni cosa, anche l'anima degli abitanti. Ma dopo tutto, come dice il sociologo Baum, dobbiamo convincerci che tutta la vita è un'opera d'arte. E quelli che non devono essere convinti, perchè già lo sanno, ma in modo tacito, sono i ragazzini e i ragazzi di un luogo quasi magico "Il Laboratorio Aperto per il Bene di Tutti di Noi". Così un ragazzino di nome Tommaso e i ragazzi di quel Laboratorio scoprono tante cose ....... ed anche il senso di quel Totem che afferma "Noi siamo come dei sogni che precedono il Sogno stesso dell'artista. Nasciamo dai desideri e dalle emozioni che legano con un nastrino invisibile il cuore e i pensieri; siamo qui per evocare la loro importanza nelle piccole cose di tutti i giorni. Sono stato costruito da coloro che credono che tutta la vita sia un'opera d'arte".

La scultura del Maestro Mario Serra e dei soci della Cooperativa Sociale "Laboratorio Aperto" è stata voluta per stabilire un dialogo con i cittadini di Campobasso sulla promozione della salute mentale basata soprattutto sulle abilità di comunicazione efficace. L'idea di rappresentare queste abilità in città appartiene alla rete della "mia città" di Trento, su proposta del caro amico Renzo De Stefani, che a sua volta è stato ispirato dal comune amico psichiatra neozelandese Ian Falloon venuto in Italia per la prima volta a Benevento nel 1992. A Campobasso per la prima volta in Italia è stata realizzata una scultura dedicata alla più semplice delle abilità di comunicazioni, quella dei Sentimenti Piacevoli. Con questo libriccino l'autore descrive quanto realmente sia accaduto e stia accadendo a Campobasso. Si intende così sostenere culturalmente il progetto lanciato a Campobasso dal DSM, da "Promosam-CB", dalla cooperativa sociale "Laboratorio Aperto", e dell'Associazione degli utenti "Liberamente Insieme" DSM impegnati nel favorire la promozione della salute mentale anche attraverso l'allestimento di sculture di architettura ambientale.

C'è stato bisogno di molto tempo per installare la statua e ci si è riusciti anche graziea Peppe Di Fabio, all'epoca sindaco di Campobasso. Per diversi anni la scultura è stata oscurata da un tabellone pubblicitario che nonostante le diverse richieste finalizzate ad ottenere uno spostamento dello stesso è restato lì davanti tra l'indifferenza degli stessi protagonisti che hanno voluto quella scultura. Attraverso il racconto, il Consigliere Alberto Tramontano si è sensibilizzato a questo tema e in soli dieci giorni è riuscito a togliere il tabellone.

Nessun commento:

Follow by Email